lunedì 6 maggio 2013

La scuola italiana deve favorire l'integrazione degli alunni stranieri favorendo l'apprendimento dell'italiano L2 per i giovani in età scolare


La presenza di minori stranieri nella scuola Italiana è un fenomeno ormai costante ed in continua crescita.
Oggi si registrano, l'ingrasso nella scuola di alunni di origine non italiana sia nelle prime classi della scuola primaria, sia nel triennio della scuola primaria che nelle classi di scuola media inferiore e superiore.
Questo significa che c'è un forte bisogno, nella scuola italiana, di un corso di italiano per alunni stranieri a tutti i livelli della scuola dell'obbligo.



Riuscire a dare una conoscenza sufficiente della lingua italiana ai giovani stranieri che frequentano le nostre scuole, significa favorire il loro inserimento sia a livello di studio delle varie discipline, sia a livello di socializzazione che di integrazione.
Per i bambini che iniziano la scuola in Italia le cose sono in prospettiva più facili. Essi si trovano ad imparare insieme a bambini italiani al loro stesso livello. La difficoltà è avere la collaborazione delle famiglie, dei genitori, che dovrebbero incoraggiare i figli a imparare l'italiano (e magari seguire un corso di italiano per adulti, che gli aiuti a conoscere la lingua del paese in cui loro e la loro famiglia vivono e lavorano).
Più l'alunno è grande, e maggiore sarà il divario tra la sua conoscenza della lingua italiana e quella dei suoi compagni di classe.
La scuola ha dei programmi da portare a termine. Per questo motivo dobbiamo proporre corsi che siano rivolti agli alunni stranieri, che affianchino i programmi scolastici, ma che diano la possibilità ai giovani che non parlano ancora la lingua di conoscere l'italiano, di saper leggere e scrivere in maniera sufficiente da riuscire a leggere, comprendere e memorizzare concetti e libri di scuola.
Il ruolo dei genitori, in questo contesto di apprendimento della lingua, è fondamentale.
I giovani hanno bisogno di relazionarsi con i propri pari, ma soprattutto hanno bisogno di confrontarsi con i propri genitori e di sentirsi incoraggiati.
Oggi purtroppo, molti genitori, non parlano con i figli. Questo silenzio diventa un muro che rende il figlio solo, impossibilitato a confrontarsi con gli adulti, in difficoltà con i suoi pari se non parla la loro lingua.
Superare il disagio giovanile attraverso il dialogo e il confronto non è semplice. Di questo parlo nei miei saggi che potete leggere in formato e-book ai seguenti link:

Conflitto tra genitori e figli, la crisi del dialogo nella famiglia contemporanea;

Crisi del dialogo in famiglia e disagio giovanile.

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